Vulnologia e cure domiciliari viste attraverso l’ICT

Francesca Vitalini
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Il settore dell’assistenza infermieristica non è esente da una progettualità digitale. L’ambito delle cure domiciliari, poi, ben si presta a sfruttare al meglio le potenzialità offerte dall’ICT, coniugando in modo ottimale i benefici presentati dall’uso di terminali mobili, di reti wireless, di una gestione condivisa in rete dei dati del paziente. Ciò ben si applica, ulteriormente, all’ambito delle cure vulnologiche, come ci illustra Gianni Bestente – Smart Health Manager presso l’istituto Superiore Mario Boella (ISMB) di Torino – intervenuto come relatore alla IV edizione dell’e-Health Conference.

Di cosa si occupa l’ISMB?
L’istituto è un centro di ricerca applicata e di innovazione focalizzata sull’ICT. E’ stato fondato nel 2000 da Compagnia di San Paolo e Politecnico di Torino; conta 150 ricercatori operanti in stretta cooperazione con il mondo dell’impresa, dell’accademia e della PA. L’istituto è stato organizzato in 6 aree di ricerca ed ha un’attenzione particolare nei confronti dei temi prioritari dell’agenda europea.

Cos’è il programma Smart Health di cui lei è Manager?
Grazie alla sinergia tra vari tipi di professionisti, vengono elaborati e sperimentati sul campo nuovi modelli di servizio e processi di assistenza. Abbiamo sviluppato numerosi progetti: il DREAM (sviluppo di un prototipo di orologio assistivo per anziani), il KSERA (modalità assistive evolute per pazienti affetti da BPCO mediante robot), il CLAB SALUTE/ALZHEIMER (un insieme di servizi e tecnologie di localizzazione ed antifuga per soggetti fragili e malati di Alzheimer), il SEMPLICELL (interfaccia semplificata per telefono cellulare per anziani), tra gli altri.

Sul versante delle cure vulnologiche quali applicazioni avete ideato?
E’ necessario premettere che ci sono poche sperimentazioni di gestione organica e coordinata di ulcere a domicilio mediante strumenti di telemedicina a livello nazionale ed il settore è aperto a numerose potenzialità, grazie alle reti di comunicazione dati wireless sempre più performanti, a terminali mobili, penso a smartphone e tablet, sempre più compatti, di facile utilizzo, leggeri, dalle mille applicazioni ed economici. E questi nuovi presidi potrebbero migliorare l’attività di un infermiere in ADI.

In che modo? Come potrebbe realizzarsi l’assistenza?
L’infermiere prima di iniziare la visita pianifica il percorso sul suo dispositivo mobile. Il programma di navigazione calcola il percorso in modo automatico e lo guida verso l’abitazione die pazienti da visitare. Arrivato a casa del paziente, tramite terminale mobile lo identifica con bar code, QR code o tecnologia NFC, accede al server in modo sicuro e visualizza la cartella clinica/infermieristica. Analizza le annotazioni dei colleghi che hanno visitato il paziente in precedenza, rileva i parametri vitali significativi per la patologia e li confronta con i precedenti. Si prende cura della ferita, valuta la lesione e tramite il suo terminale effettua alcune fotografie per documentare la situazione attuale, confrontandole con immagini fatte in precedenza ed effettuando alcune misure (dimensione, area, ecc…). Valuta l’andamento della lesione, fornisce consigli ed indica le azioni da intraprendere al paziente e/o caregiver ed aggiorna la cartella clinico/infermieristica evidenziando eventuali criticità. In caso di criticità le segnalazioni/richieste di intervento/consulenza specialistica vengono inviate in automatico al MMG e/o Specialista, che ricevono via e-mail/SMS un link alla cartella clinica/infermieristica aggiornata con la segnalazione della criticità riscontrata ed il tipo di intervento richiesto. Saluta il paziente e passa alla seconda visita in programma. Al rientro in sede verifica la situazione dei suoi pazienti (i casi aperti, interventi svolti/annotazioni di colleghi, ad esempio) e programma gli interventi per il giorno successivo.

Una curiosità. Come può essere calcolata l’area di un’ulcera?
Per esempio, può essere calcolata in modalità semi-automatica o automatica. Per quanto riguarda il secondo processo, avremo dapprima la segmentazione, ovvero la suddivisione mediante opportuni algoritmi, dell’immagine in regioni che sono omogenee rispetto ad una o più caratteristiche della stessa. Poi, avremo il calcolo dell’area delle zone di interesse (previa taratura automatica mediante label).

Secondo lei, un’innovazione del genere come potrebbe essere presa dai professionisti del settore?
Durante un Congresso AIUC che si è tenuto nel 2011 a Torino abbiamo somministrato ai partecipanti (infermieri, la maggior parte, Oss, medici, studenti, altre figure professionali) un questionario per avere indicazione sull’utilità sperimentata e/o percepita di alcune applicazioni/strumenti ICT per la vulnologia e raccogliere info sulle conoscenze tecnologiche di base dei partecipanti. Su 170 riconsegnati, 161 sono stati considerati ed elaborati. Di essi, il 33,6% è rientrato nel profilo dell’”entusiasta” perché descrive un atteggiamento di interesse verso l’innovazione tecnologica ed è disposto a provare nuove soluzioni legate ad un obiettivo.
Mi sembra una buona ricezione, ma queste tecnologie sono facilmente applicabili?
La tecnologia che proponiamo è molto intuitiva ed è di facile applicazione. Penso che siano degli strumenti utili da applicare all’assistenza domiciliare perché è necessario renderla più efficiente ed avvicinarsi alle esigenze del paziente.

I costi di applicazione quali sono?
Non penso che questo progetto sia impegnativo a livello dei costi, parliamo di qualche centinaia di migliaia di euro per implementare il servizio. Poi ci sono i costi di gestione e di controllo. E’ necessario, però, prevedere dei passaggi: è necessario studiare le esigenze del territorio e ciò che è esistente, deve essere affidato ad una struttura che abbia la capacità di gestire in maniera centralizzata il database dei sistemi informativi, è necessario, soprattutto, individuare gli attori a cui demandare il compito. Poi, l’implementazione è abbastanza semplice. E’ importante però partire adesso perché c’è poco o niente sul territorio ed è importante innovare il settore dell’assistenza domiciliare

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