Un dispositivo salvavita in caso di caduta degli anziani

Ogni anno in Italia più di 3.000 persone muoiono a causa di una caduta. Essenzialmente si tratta di persone anziane, ultra sessantacinquenni. Non sempre si parla per fortuna di decesso, ma le conseguenze anche solo relative alla frattura di un femore possono essere molto gravi e fortemente invalidanti, con ingenti costi per il servizio sanitario nazionale (nel 2007 sono stati stimati circa 250 milioni di euro di spesa per 8.000 fratture di femore nel nostro Paese). Numerose le iniziative istituzionali circa la prevenzione ed ora anche un dispositivo in grado di accrescere la sicurezza delle persone anziane in caso di caduta in ambiente domestico o ospedaliero. Si chiama Vigi’Fall ed ha ricevuto per la sua messa a punto, anche dei fondi dall’Unione Europea.

In Europa, secondo i dati più recenti ogni anno oltre 20 milioni di persone con più di 65 anni incorrono in una caduta, principale causa di morte per trauma in questa fascia d’età. Il nuovo dispositivo può contribuire a ridurre i dati drammatici collegati a tali incidenti domestici: oltre 40.000 decessi e 500.000 ricoveri in meno. Questo perché attraverso un sistema di sensori è in grado di rilevare l’evento accidentale nell’immediato ed attivare contemporaneamente i soccorsi. La rapidità dell’intervento medico può fare la differenza tra la vita e la morte oltre che, in caso di sopravvivenza, tra buona qualità della vita e disabilità grave.

VigìFall si basa su un sistema di sensori. Il principale è un vero e proprio “cerotto rileva-cadute” che si applica direttamente sulla pelle del torace, senza alcun fastidio o reazione cutanea (non necessita di essere tolto per la doccia, altro fattore importante), è dotato di batterie a lunghissima durata ed è in grado, grazie ad altri sensori applicati sulle pareti nella casa, di segnalare, attraverso un sistema ad infrarossi, eventuali movimenti bruschi, o improvvise assenze di movimento. I dati sono raccolti ed analizzati da uno speciale software, una centralina posta sempre all’interno dell’appartamento, capace di stabilire se la caduta è stata con urto o meno e di verificare se la postura del paziente immobile è anomala (è cioè in grado di evitare falsi allarmi laddove semplicemente l’assenza di movimento sia equivalente alla persona che si è sdraiata per riposarsi, ad esempio). Laddove il sistema evinca la presenza di un incidente, parte automaticamente una chiamata telefonica ad un call center o ad un operatore sanitario.

Il sistema è stato ampliamente testato e con successo (oltre il 90%) in case di cura e presso domicili privati. Nel primo caso chiaramente il medico o l’infermiere si recano direttamente a soccorrere l’anziano caduto, nel secondo invece dal call center un addetto prova a contattare l’utente che indossa il dispositivo e se questo non risponde si provvede immediatamente a rintracciare il familiare o il contatto di riferimento.

Il dispositivo è stato messo a punto dal Consorzio FallWatch, guidato dalla società francese Vigilio S.A e composto da numerosi e prestigiosi partner europei in competenza tecnologica e medicale. È già sul mercato dal novembre scorso, ma la versione dedicata alle utenze domestiche sarà fruibile solo a partire dal prossimo Ottobre 2013. Al contempo partiranno gli studi scientifici di una nuova versione del device, ideata per i pazienti affetti da patologie cardiache o con epilessia: grazie al rilevamento ulteriore anche del battito cardiaco. Tale nuovo progetto, FallWatch Demo, dovrebbe arrivare sul mercato internazionale per la fine del 2014. Per ambedue, il Consorzio ha ricevuto circa due milioni di euro di finanziamento dalla Commissione Europea, quale esempio fondamentale di come le ITC possano essere preziose in ambito sanitario per migliorare la qualità della vita degli anziani.

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