L’OMS e la medicina omeopatica

E’ indubbiamente di grande rilievo che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) abbia preso posizione sull’omeopatia, diffondendo un documento in materia di sicurezza nella preparazione dei farmaci omeopatici (“Safety issues in the preparation of homeopathic medicines”).

Ma –sia ben chiaro- il documento non rappresenta –come ha spiegato un autorevole quotidiano nelle sue pagine dedicate alla salute- lo “sdoganamento” dell’omeopatia ed il suo ingresso ufficiale nel gruppo delle Medicine tradizionali, in quanto da molto tempo –come è noto- milioni di persone, nel mondo, si curano con medicinali omeopatici e non è assolutamente vero che è la “prima volta”che l’omeopatia sia presa in considerazione dall’OMS, dal momento che vi sono stati interventi e relazioni pregresse nella materia.

Certamente quello dell’OMS è un “documento tecnico”, che riguarda la sicurezza dei farmaci omeopatici, sicurezza che per la verità dovrebbe, o meglio deve riguardare tutti i medicinali per uso umano, che vengono immessi in commercio. Ed è anche inappropriato prendere spunto dal citato documento dell’OMS per “ripescare e rimescolare” gli aspetti dell’omeopatia e delle sue terapie, per cercare di rimetterle in discussione con argomenti scontati e che vengono periodicamente riproposti come una “solita minestra”.

Il documento dell’OMS può comunque considerarsi uno strumento che può imprimere un “forte stimolo”-come afferma l’Aiot (associazione italiana di omotossicologia) all’armonizzazione delle regole di produzione per tutto il mercato internazionale, nel rispetto delle autonomie dei singoli governi nazionali.

Tra l’altro, viene raccomandata l’adesione alle linee-guida per una pratica di “buona produzione” (Good Manifacturing Practice), così come l’attenzione all’identificazione, alla natura ed alla qualità dei materiali di origine e degli eccipienti. E quindi una particolare raccomandazione viene rivolta alle autorità regolatorie nazionali perché pongano in atto tutte quelle normative che servono a garantire prodotti sicuri, efficaci e di elevata qualità. Etichettatura e confezionamento dei farmaci sono ritenuti fondamentali per consentire ai consumatori un utilizzo sicuro dei prodotti omeopatici. Vengono riportati, al riguardo, gli esempi di alcuni Paesi (Stati Uniti, Canada, Australia), che hanno elaborato normative che consentono al consumatore di disporre e consultare foglietti illustrativi sull’uso di ogni farmaco omeopatico immesso in commercio.

Paolo Roberti di Sarsina, un medico che si occupa da tempo degli aspetti e dei problemi della Medicina non convenzionale e che fa parte del Comitato scientifico dell’Aiot, afferma che quello dell’OMS è un documento serio e rigoroso, che intende garantire la sicurezza al cittadino nel consumo di farmaci non convenzionali.

E Christian Boiron, presidente dei Laboratoires Boiron, ha dichiarato, a sua volta, al giornale citato in premessa,che l’omeopatia non ha bisogno di nessun riconoscimento, in quanto i farmaci omeopatici sono totalmente riconosciuti in tutti gli Stati europei e nel mondo. Ha aggiunto che “già 30 anni orsono sono state fatte più di 1000 sperimentazioni scientifiche con lo stesso rigore di quelle fatte sulle medicine allopatiche e sono già state pubblicate sei metanalisi, che comprendono un arco di 15 anni e sono risultate tutte positive.”

Sta di fatto, però, che resta immutata e “arenata” la realtà italiana in materia di farmaci omeopatici, che, malgrado una direttiva europea, che stabilisce regole anche per i medicinali omeopatici, non consente, nell’attuale legislazione, l’etichettatura di detti farmaci né di aprire nuove linee di prodotti. Per di più è assolutamente abnorme e singolare, anche ai fini della tutela della salute dei cittadini, che vi sia il divieto di apporre nelle confezionii foglietti illustrativi od indicazioni sulle modalità d’uso dei farmaci omeopatici e sulle opzioni terapeutiche.

E’ quindi da auspicare che l’Italia esca da tale abnorme situazione e si adegui alla direttiva europea sui medicinali omeopatici in maniera completa e senza reticenze. Questo giornale ne ha già parlato nella precedente edizione.

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