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Anno XII - Edizione 9 - dicembre 2016
 

Cyberbrain, il casco per EEG senza fili che aiuta i disabili

Cinzia Iannaccio
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Si chiama Cyberbrain ed è un dispositivo indossabile di ultimissima generazione mirato al miglioramento della qualità della vita di pazienti affetti da diversi disturbi cerebrali: dall'epilessia alla disabilità fisica. Si presenta come un leggerissimo casco, dotato di due braccetti laterali posizionabili a seconda dei casi e della comodità individuale, in grado di raccogliere, leggere e trasmettere i segnali cerebrali di chi lo indossa grazie ad 8 elettrodi ivi inseriti. Il tutto rigorosamente in wireless ed in tempo reale.

Le sue effettive potenzialità? Cyberbrain è sostanzialmente un caschetto EEG ovvero un dispositivo per elettroencefalogramma senza fili in grado di monitorare eventi e funzionalità a livello cerebrale in istantanea e sul lungo termine e di inviarli a distanza in un sistema di telemonitoraggio (o più ampliamente di telemedicina) al medico referente.

Ha spiegato il dott. Pantaleo Romanelli neurochirurgo e direttore scientifico dell'area ricerca e sviluppo di AB Medica, la società italiana che ha messo a punto questo device: “Oggi come oggi l’elettroencefalogramma è un esame che richiede una complessa preparazione preliminare e viene tipicamente eseguito in ospedale. Il dispositivo Cyberbrain indossabile è rivoluzionario proprio perché permette di rilevare le funzioni cerebrali anche da casa, in ambulanza o direttamente in pronto soccorso, e grazie al segnale wireless i dati possono essere analizzati dal medico in simultanea e a distanza”.

Questo significa un notevole risparmio economico in quanto può evitare l'ospedalizzazione per i controlli, con conseguente aumento della qualità della vita del paziente, ma anche rapide ed immediate diagnosi, che spesso sono sinonimo di salvezza.

Non va trascurato l'aspetto della prevenzione: Cyberbrain, è in grado di individuare segnali cerebrali predittivi di un'imminente crisi epilettica ed indossato da una persona affetta da diabete può registrare ed evidenziare al medico in real time un abbassamento dei livelli di attività cerebrale, sintomo di una crisi ipoglicemica (ovvero di un picco della glicemia sotto i 50 mg/dl) con conseguente rischio di coma diabetico. Altresì può aiutare ad identificare le risposte immediate in un paziente in corso di riabilitazione dopo un ictus o un'altra grave lesione cerebrale, favorendo così una ripresa più rapida e corretta.

Non solo. Il dispositivo si adatta al singolo paziente che lo indossa riconoscendone le onde cerebrali (i ritmi alfa e beta); ne rileva specifici segnali che vengono poi elaborati da un sofisticato software interno, permettendo all'occorrenza anche a persone assolutamente incapaci di muoversi, di far spostare a piacimento la propria sedia a rotelle o accendere una lampadina a distanza. Cyberbrain indossabile è dotato di una batteria ricaricabile (tramite un comune cavetto USB o sistema wireless) con un'autonomia di circa 24 ore.

Il dispositivo è in fase avanzata di sperimentazione e la sua certificazione CE è prevista per la fine del 2016-inizio del 2017, mentre la sua commercializzazione entro la fine del nuovo anno. Di rilievo i costi con i quali verrà immesso sul mercato, tra i 500 ed i 1000 euro, decisamente bassi per un'apparecchiatura tanto complessa e sofisticata: ciò significa che potrebbe diventare in breve anche un prodotto di "largo consumo" nel settore, acquistabile dal singolo paziente quanto da strutture ospedaliere o centri di riabilitazione. Ipoteticamente ne potrebbe essere dotata anche una qualunque ambulanza o pronto soccorso, proprio per la semplicità, qualità e rapidità di utilizzo.

Questo strumento indossabile, va sottolineato, fa parte del più ampio progetto Cyberbrain che include anche un device impiantabile, ovvero un’innovativa neuroprotesi cerebrale wireless, dalle caratteristiche simili a quello indossabile e presentato già lo scorso anno da AB Medica, azienda italiana leader nella produzione e distribuzione di tecnologie medicali e robot chirurgici, con in corso anche progetti mirati alla telemedicina e alla genomnia (ovvero alla genomica e bioinformatica).


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