Silvia Tolve
La telemedicina diventa sempre più africana. Cardiopad, la tavoletta elettronica tattile per la trasmissione di esami cardiaci, è un altro bell’ esempio di telemedicina salvavita, laddove ve n’è davvero bisogno.
Si chiama Arthur Zang, ha 24 anni, ed ha conseguito la laurea in ingegneria informatica presso la scuola nazionale politecnica di Yaoundé, capitale del Camerun. E’ lui il protagonista di una nuova invenzione che nasce dai bisogni constatati presso l’ospedale generale di Yaoundé.
Come per la maggior parte dei Paesi africani, la carenza di medici specialisti è un problema sanitario rilevante. Il Camerun, ad esempio, conta solo 30 cardiologi per una popolazione di 20 000 abitanti.
Gli specialisti, tra l’altro, si concentrano nelle zone urbane, mentre la maggior parte della popolazione vive nelle zone rurali. Risultato: i camerunensi, come tantissimi altri africani, non possono beneficiare delle cure cardiache, a meno di percorrere chilometri e chilometri sperando di trovare uno specialista disponibile.
Arthur Zang ha deciso di trovare una soluzione grazie alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Così è nato cardiopad.
L’idea è di poter permettere ad un’infermiera di effettuare un esame cardiologico (nei centri sanitari rurali), e di inviarlo ad uno specialista (in un ospedale urbano). Questo processo è possibile grazie a quattro elementi indispensabili: due cardiopad (uno per l’infermiera e l’altro per lo specialista), un server che immagazzina e tratta le informazioni da trasmettere, e un telefono dotato di trasmissione bluetooth.
Il cardiopad, così come concepito dal giovane ingegnere, è una tavoletta elettronica di 25 centimetri. L’infermiera si connette, inserisce i dati del paziente (nome, età, sesso) e accende il telefono su cui è stata installata un’applicazione in grado di simulare il funzionamento del cuore e riprodurre le frequenze cardiache del paziente. Le informazioni (segnali grafici e sonori) vengono quindi trasmesse via bluetooth al cardiopad.
A questo punto lo schermo del cardiopad riproduce l’esame cardiaco del paziente (elettrocardiogramma, variazione degli intervalli R-R). Tutti i dati vengono quindi inviati al server di stoccaggio ed in seguito al cardiopad del cardiologo.
Lo specialista visualizza sul suo schermo una sintesi dell’analisi realizzata dall’infermiera, effettua la sua diagnosi, e rinvia al server i risultati e il trattamento consigliato. Lo specialista, durante la diagnosi, può usufruire di un’enciclopedia elettronica delle malattie cardiovascolari, intergrata nel cardiopad.
L’analisi rinviata al server dallo specialista è infine visualizzata sul cardiopad dell’infermiera che può comunicare i risultati al paziente.
Ma quanto costa cardiopad? Una tavoletta ha un costo inferiore ai 3 000 €, il prezzo di un elettrocardiografo privo delle funzioni di trasferimento e stoccaggio dei dati.
Arthur Zang è attualmente alla ricerca dei fondi per poter produrre una ventina di cardiopad (20 000 €) . Questi fondi permetterebbero di dotare almeno un centro sanitario per ognuna delle 10 regioni camerunensi, e connetterle a 10 cardiologi dispersi sul territorio.
20 000 € per salvare delle vite grazie al buon utilizzo della tele cardiologia. Non ci resta che augurare buona fortuna ad Arthur Zang nel portare avanti il suo progetto, che potrebbe diventare una soluzione anche per gli altri paesi africani, e non solo.
Video prodotto e registrato da Arthur Zang il 26/09/2011
Fonte: quotidiano camerunense "Le Jour"
Foto: © Le Jour