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Anno VIII - Edizione 1 - gennaio 2012
 

Magic: la maglia interattiva usata per la telemedicina

Simona Tenentini
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Si chiama Magic (maglietta interattiva computerizzata) ed è il primo prototipo senza fili nell’ambito delle applicazioni di telemedicina. E’ stata realizzata dal Laboratorio Sensori Indossabili e Telemedicina del Polo Tecnologico e dall’Unità di ricerca biomedicale del Centro IRCCS “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Gnocchi.

La sperimentazione, durata vari anni, è stata condotta su oltre duecento soggetti,  appartenenti a diverse categorie: dagli anziani ai malati di cuore durante il loro ricovero in ospedale, fino ai pazienti sottoposti a riabilitazione ed infine, nell'ambito di un progetto europeo, anche ai ricoverati presso il proprio domicilio.
La presentazione ufficiale si è tenuta di recente a Bologna  dove sono state illustrate le varie fasi del progetto e le sue principali applicazioni.

Magic, che dal giugno 2009 ha ottenuto la regolare certificazione CE, si indossa come una ‘maglia della salute’ e, in effetti, fornisce un valido supporto nel monitoraggio della salute soprattutto dei pazienti malati di cuore.

Come spiega lo stesso Ing. Marco Di Rienzo, coordinatore delle attività di ricerca nell'Area cardiorespiratoria, dei sensori indossabili e della telemedicina del Polo tecnologico Magic,  è una normale maglietta in cotone che ha al proprio interno piccole zone realizzate con fibre tessili speciali che permettono di controllare il respiro e l'attività cardiaca di chi la indossa per ben 200 volte al secondo. Va indossata come se fosse un indumento intimo e non richiede il posizionamento sul corpo di fili o elettrodi adesivi».

Pratico quanto ingegnoso il funzionamento: direttamente sulla maglia si collega un piccolo modulo elettronico, delle dimensioni e peso di un telefono cellulare. Attraverso questo apparecchio si può rilevare l’attività fisica e la postura del soggetto, memorizzando inoltre i dati provenienti dalla maglietta e trasmettendo i segnali via bluetooth a una centrale remota di monitoraggio.

Per testare il prototipo due ricercatori del Don Gnocchi hanno partecipato addirittura ad una spedizione sull’Everest.

Era il 9 settembre 2008 quando partì la missione Highcare finalizzata a valutare gli effetti cardiovascolari, neurologici, metabolici e psicologici della mancanza di ossigeno ovvero dell’ipossia in alta quota.
Alla spedizione erano presenti  36 ricercatori, di cui 2 appunto della Fondazione Don Gnocchi: gli Ingg. Meriggi e Mazzoleni.

Prima della partenza, il Laboratorio per lo sviluppo dei sensori indossabili e telemedicina del Polo tecnologico predispose per i partecipanti alla spedizione 35 sistemi MagIC, da utilizzare per la raccolta dei segnali cardiorespiratori durante il sonno e le attività quotidiane in alta quota. Naturalmente, viste le particolari condizioni climatiche ed ambientali, i sistemi sono stati opportunamente modificati. Le osservazioni raccolte sono state alla fine fondamentali per lo sviluppo successivo del brevetto.

All’atto pratico sono diverse e ad ampio raggio le potenziali utilizzazioni di Magic. Mentre all’inizio infatti la maglia era stata progettata per il monitoraggio dei parametri vitali degli anziani e dei cardiopatici, ora si moltiplicano le declinazioni anche in altri contesti: dalla valutazione della performance cardiovascolare in soggetti sani durante le quotidiane attività lavorative e sportive, alla sorveglianza dei parametri fisiologici durante l’esposizione a condizioni ambientali estreme, come proprio nel caso della spedizione sull’Everest.

Il campo di applicazione principale è ovviamente l'ambito clinico, dove può essere impiegato come strumento per il telemonitoraggio e la teleriabilitazione domiciliare dei pazienti cardiologici, per coadiuvare la messa a punto della terapia farmacologica e per il monitoraggio prolungato dei bambini affetti da patologie cardiorespiratorie.

La medicina del lavoro è un ulteriore settore in cui la maglia può essere adottata per la valutazione dello stress cardiovascolare durante le attività lavorative in condizioni estreme e, di conseguenza, nella prevenzione degli infortuni.

Infine si prevede un uso di MagIC anche nella ricerca biomedicale, sia per quantificare le risposte biologiche durante il testing di farmaci sia per eseguire delle procedure sperimentali.

Attualmente il progetto è nella fase transitoria, dal trasferimento tecnologico verso la produzione. Sarà quindi presto disponibile in commercio anche se non sono ancora stati definiti i prezzi.


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