La Commissione Europea, con la comunicazione COM-2010-245/Final, ha ufficialmente “lanciato” l’Agenda Digitale Europea (Europe Digital Agenda), che consiste in un compiuto programma di digitalizzazione da realizzarsi, attraverso la elaborazione di diversi progetti, nel periodo di tempo dal 2010 al 2020. Detta comunicazione è stata trasmessa al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo ed al Comitato delle regioni.
La Digital Agenda viene ora presentata in incontri di consultazione in alcuni degli Stati membri dell’UE. In Italia è stata illustrata a Roma il 5 luglio scorso nella sede di rappresentanza in Italia della C.E.
In sostanza l’Agenda costituisce la strategia europea volta ad accelerare la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) e sfruttare i vantaggi di un mercato unico del digitale per i cittadini, le famiglie e le imprese in un previsto periodo di 10 anni, a partire dal 2010.
Una delle sette grandi linee di azione, individuate dalla C.E., riguarda l’area dell’assistenza sanitaria, nella quale viene indicata l’introduzione in tempi brevi della telemedicina, il cui sviluppo prioritario concerne il telemonitoraggio dei pazienti cronici, che minimizza il rischio di errori medici, il ricorso all’ ospedalizzazione e,di conseguenza,l’incidenza della spesa sanitaria, e migliora la qualità di vita dei pazienti stessi. La Digital Agenda costituisce anche una nuova opportunità per la popolazione anziana e per i soggetti disabili. Le tecnologie dell’Ambient Assisted Living, nell’ambito della digitalizzazione dei servizi, consentono una vita più indipendente e dignitosa per le persone affette da patologie croniche o disabilità.
Non vi è alcun dubbio sull’importanza e la grande utilità per i cittadini, per le Imprese, per la società stessa, della Europe Digital Agenda ed il nostro giornale sarà un assertore convinto ed entusiasta del programma della Commissione Europea, anche per il fatto che la sanità e l’assistenza sanitaria sono aree importanti della digitalizzazione di servizi e procedure.
Bisognerà adesso che la Digital Agenda si trasformi via via in progetti operativi concreti e che gli Stati membri dell’UE ne capiscano l’importanza ed il rilievo, anche ai fini del loro sviluppo economico. Forse 10 anni per la realizzazione operativa della Digital Azienda sono un po’ troppi, ma è noto che le procedure ed i “tempi” dell’UE e della sua Commissione sono lunghi e laboriosi. C’è da sperare che le azioni previste nell’Agenda si possano sviluppare compiutamente in tempi possibilmente più brevi con la collaborazione del singolo Stato interessato.
Il nostro giornale collaborerà alla Digital Agenda nell’area dell’informazione e della comunicazione e farà in modo che la cultura dell’Agenda venga adeguatamente recepita nel nostro Paese nel corso di iniziative che dovranno essere prese. La politica, ovviamente, dovrà fare la sua parte e coinvolgersi nel programma di digitalizzazione fissato dall’ Agenda. Ne va dello sviluppo tecnologico ed economico del nostro Paese e dell’intera Europa.
(r.b.)