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Anno VIII - Edizione 5 - maggio 2012
 

LEA, telemedicina ed FSE


Sono in stand-by importanti provvedimenti che riguardano la sanità e l’assistenza sanitaria.
I nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) sono da tempo bloccati per la mancanza di copertura finanziaria e non è dato sapere quando potranno avere il “via libera” da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze per il successivo iter di approvazione.

Per le linee-guida nazionali sulla telemedicina, si aspetta il documento che al riguardo dovrà essere emanato (ma non se ne conoscono i tempi) dal Consiglio Superiore di Sanità, presso il quale è al lavoro uno specifico gruppo di esperti. La previsione è che tale documento possa “uscire” entro l’autunno di quest’anno. In attesa di tale documento, la telemedicina continua a svilupparsi, con taluni progetti, “a macchia di leopardo”, senza una sua progressione su vasta scala. Si va avanti in qualche regione (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia) senza peraltro che si abbiano notizie precise ed esaustive sui risultati e sulle eventuali criticità dei progetti. Un'eccezione di rilievo è la telecardiologia in atto su vasta scala nella regione Puglia e sulla quale il nostro giornale ha pubblicato specifici report.

Di fatto, la telemedicina segna il passo, non riesce a svilupparsi e non se ne conoscono ancora gli esatti costi “chiavi in mano”. Pare che la valutazione dei costi sarà fatta nelle citate linee-guida, ma poco si sa su di essi da parte di quelle aziende che ancora si occupano di servizi di telemedicina.
C’è poi il Fascicolo sanitario elettronico (FSE), del quale si parla da tempo e che è stato sperimentato in qualche regione. Nel mese di dicembre dello scorso anno vi è stata una riunione del “tavolo permanente per la sanità elettronica” (ma che cosa significa, di fatto, “permanente”?), al quale partecipano il ministero della Salute, il Dipartimento per l’Innovazione del ministro per la P.A., le regioni e le due province autonome.

Nella riunione è stato valutato lo stato di avanzamento del progetto nazionale per l’interoperabilità, per il quale si prevede, entro il prossimo mese di giugno, di predisporre i “siti pilota” individuati nel territorio regionale e dar corso alla sperimentazione. Insomma per il Fse si procede con “tavoli di lavoro” e riunioni, ma i tempi di realizzazione sono lunghi e non si possono fare previsioni su di essi. Tutto in materia di sanità elettronica procede a rilento e con difficoltà operative, anche per l’inadeguatezza o mancanza di risorse per poter sviluppare i vari programmi e progetti.


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