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Anno VIII - Edizione 5 - maggio 2012
 

Una "selezione dei farmaci" erogabili ridurrebbe la spesa sanitaria con lo sviluppo dei servizi delle Farmacie


Basta recarsi in una qualsiasi Farmacia per rendersi conto della quantità di medicinali che sono in commercio. ai quali si aggiungono gli integratori, che ormai sono entrati a far parte dell’"armamentario" della salute e del benessere.

Per gli addetti ai lavori,poi, che ne debbono sapere di più per la loro attività professionale, basta leggere un qualsiasi "Informatore Farmaceutico" per rendersi conto della quantità di medicinali che é disponibile per le esigenze terapeutiche dei pazienti, ma anche delle molte persone che hanno "simpatie" e, talvolta, "dipendenza" da farmaci e integratori.

Eppure, di fronte a "tanta grazia di dio" farmacologica, bisognerebbe chiedersi (e se lo dovrebbero chiedere soprattutto i medici) quali e quanti medicinali e/o integratori facciano realmente bene, quanti siano realmente efficaci alla salute della gente ed alla cura delle malattie esistenti.

E’ fondatamente da ritenere che nessuno saprebbe dare una valida risposta. Ai medici torna facile dire che loro "gestiscono" per le varie malattie, specie per quelle più diffuse e di vasta incidenza sociale,una serie di medicinali che conoscono e che ritengono essere efficaci. Ai pazienti interessa sapere che per curare farmacologicamente una certa patologia, vi sono moltissimi medicinali disponibili ed in commercio.

Comunque nella farmacopea c’è un impressionante numero di medicinali, aggiornato periodicamente con altri preparati, che, una volta sperimentati, ottengono la registrazione e l’autorizzazione in commercio.

Chiaramente l’efficacia "sul campo" dei farmaci viene dimostrata dai risultati “in vivo” che si ottengono sui pazienti, ma anche da un ridotto numero di effetti collaterali o indesiderati, che spesso, se si verificano, minano il rapporto terapeutico tra pazienti e farmaci. Ed anche in questo caso risulta, ai fini della spesa sanitaria,che molti farmaci regolarmente prescritti, ma che hanno provocato seri effetti indesiderati, vengono abbandonati dai pazienti e, se del caso, sostituiti con latri medicinali e quindi con aggravio della spesa sanitaria.

Bisognerebbe quindi, per risolvere il problema dei moltissimi farmaci in commercio, che si riuscisse a sapere quali e quanti di essi siano effettivamente efficaci e, se possibile, quali di essi riescano a produrre minori effetti indesiderati. Non è certo una impresa facile, ma il ministero della Salute e le autorità regolatorie in materia di farmaci dovrebbero porre una più motivata attenzione nel riuscire a selezionare ed autorizzare la commerciabilità dei farmaci.

Qualche medico "con i piedi per terra", ha affermato che sono pochi i farmaci realmente efficaci e "salvavita", e sono altrettanto pochi i medicinali che danno buoni risultati terapeutici al paziente.

Con la citata selezione si arriverebbe ad una più certa efficacia dei farmaci, ad una valutazione più accurata dei possibili effetti indesiderati, ad una limitazione della spesa dell’assistenza farmaceutica, alla possibilità per le aziende farmaceutiche di svolgere attività di ricerca scientifica più accurate e mirate.

E forse con una razionale riduzione nella dispensazione dei farmaci, le Farmacie si potrebbero dedicare ad altri servizi, previsti del resto dalla normativa legislativa in materia, in modo che esse stesse diventerebbero in concreto veri e propri “presidi sanitari” a tutela della salute dei cittadini ed integrati completamente nell’organizzazione e gestione dell’assistenza sanitaria.


Redazione

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