Simona Tenentini
Succede già in Spagna, in Belgio ed in Ungheria e ben presto, anche in Italia, la vendita di farmaci da banco on-line potrebbe diventare realtà.
L’ipotesi, prospettata dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a margine di un recente incontro dei responsabili dell’Unione Europea della sanità, che si è tenuto a Bruxelles, lascia intravedere quella che, per il nostro Paese, sarebbe, di certo, una piccola “rivoluzione”.
Del resto, in tale ambito, l’Unione Europea sta vagliando, proprio in questo periodo, un’apposita normativa finalizzata alla tutela dei consumatori che comprenda un registro, un sistema di certificazioni ed una perseguibilità penale delle contraffazioni.
Il Ministro Fazio al riguardo ha rilasciato un’eloquente dichiarazione: "La nostra era una posizione di chiusura, ora stiamo valutando una posizione più moderna, di apertura alla vendita online per quei farmaci che non sono prescrivibili”.
L’approccio istituzionale dunque, da un’iniziale e secco no all’eventualità dell’e-commerce dei medicinali, si sta attestando su una prospettiva più morbida, in linea con l’andamento generale del mercato europeo, dove addirittura, in alcune nazioni come la Germania ed il Regno Unito, è lecito vendere in Rete qualsiasi tipo di farmaco, anche quelli con obbligo di ricetta.
Fazio proprio per questo ha sottolineato, nel suo intervento, la necessità di una tutela ferrea dei consumatori, affermando che «A fronte di precise garanzie il nostro Paese potrebbe dare via libera alle farmacie on-line, solo ed esclusivamente per la vendita di farmaci senza ricetta».
Vorrei ricordare che la posizione prevalente è di apertura e alcuni Paesi come la Gran Bretagna hanno già delle farmacie on line regolate dalla legislazione nazionale».
Sulla questione, il Parlamento europeo si pronuncerà in sessione plenaria il prossimo novembre.
Le parole del ministro non hanno tardato a scatenare le prime immediate reazioni.
L’ipotesi della vendita on line dei medicinali sarebbe del tutto superflua secondo Annarosa Racca, presidente di Federfarma: “La farmacia online in Italia, lì dove non mancano gli esercizi sotto casa e dove il servizio risulti capillare, è assolutamente inutile. Il sistema italiano fino ad oggi ha funzionato bene, arginando il fenomeno della contraffazione, grazie alla capacità di tracciare perfettamente il percorso dei medicinali. Nel nostro Paese c'è già un regime di ampia concorrenza, grazie alle 17.500 farmacie diffuse sul territorio nazionale, i corner e le parafarmacie che possono vendere farmaci da banco senza ricetta. Non so quanto possa essere utile acquistare un analgesico per il mal di testa che magari viene recapitato 2-3 giorni dopo, quando il disturbo è passato. Se invece l'idea del ministro Fazio fosse quella «di consentire alle farmacie esistenti di vendere anche online allora siamo disponibili ad aprire una discussione».
A ruota, anche il presidente della Federazione italiana degli ordini dei farmacisti (FOFI), Andrea Mandelli, si inserisce nella corrente polemica contro il provvedimento, ponendo l’accento sul problema della potenziale alterazione dei prodotti venduti su Internet. "Il mercato dei farmaci online è rischioso: non bisogna dimenticare che il fenomeno della contraffazione e quello dell'abuso passa sostanzialmente attraverso il web. Quindi, in questo campo, tutte le cautele sono di rigore".
Dall’altra parte, i sostenitori dell’iniziativa puntano invece, innanzitutto, sulla maggiore libertà di scelta dei consumatori che avranno a disposizione un numero illimitato di farmacie in tutta Europa e, in secondo luogo, sul conseguente abbassamento dei prezzi che deriverebbe dal taglio dei costi di distribuzione.
Secondo l’Aduc (Associazione dei consumatori), “dalla legalizzazione del commercio on-line di farmaci a livello europeo, deriverebbero benefici notevoli per i consumatori italiani. Con l'aumento della concorrenza e la diminuzione dei costi dei farmaci si potrebbe scegliere fra un numero potenzialmente illimitato di farmacie in tutta Europa, evitando i costi della distribuzione ogni volta che ci si reca fisicamente in farmacia. Si offrirebbe un canale regolamentato e controllato di vendita on-line. Ci auguriamo che il ministro Fazio non ceda alle pressioni delle lobby dei farmacisti”.