Cinzia Iannaccio
Si chiama semplicemente “Ambulatorio per il colesterolo” ed è un progetto attivo già da qualche tempo presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma. La struttura nasce dalla collaborazione tra l’unità operativa di endocrinologia e malattie del metabolismo e quella di cardiologia dello stesso nosocomio. L’obiettivo, una volta individuati ed accolti i pazienti a rischio è quello di realizzare una diagnosi precoce, ed attivare attraverso un approccio multidisciplinare, il giusto percorso terapeutico per prevenire un peggioramento, ma soprattutto i pericoli connessi all’ipercolesterolemia, ovvero agli alti livelli di colesterolo. E’ un fattore contro il quale non si può scherzare e che troppo spesso viene affrontato con superficialità: da ricordare che l’ipercolesterolemia rappresenta insieme al fumo di sigaretta, a diabete e all’ipertensione, uno dei principali fattori di rischio dell’aterosclerosi, principale causa di morte in Italia, con circa 150.000 vittime ogni anno. Casistiche che negli ultimi anni si sono dimostrate in aumento, come ci spiega il professor Andrea Giaccari, endocrinologo e responsabile dell’ambulatorio per il colesterolo.
"In linea di massima il problema è in aumento, anche e soprattutto per quegli aspetti che vedono l’ipercolesterolemia causata da un errato stile di vita. E’ questo il fattore che sta peggiorando. E la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, sebbene non sia facilmente attuabile".
Come nasce l’idea di questo ambulatorio?
"L’esigenza si è avuta quando è entrata in vigore la norma sulla nota 13 (per l’esenzione dei farmaci), non era molto chiaro l’iter diagnostico-terapeutico al riguardo e ricevevamo molte richieste di informazioni da parte dei pazienti e degli stessi medici di famiglia. Da qui la creazione di questo ambulatorio che si prende in carico il rischio per ipercolesterolemia, attivando però un percorso di dialogo continuo con il medico di base, che poi seguirà il paziente nelle varie fasi di controllo. Manteniamo anche attiva una mail affinché chiunque possa porci quesiti al riguardo. L’intento, con l’adozione di protocolli e linee guida scientifiche, oltre che la creazione di un modello organizzativo che coinvolge varie figure professionali mediche è quello di agire ed interagire con il territorio. Finora ci siamo riusciti accogliendo pazienti di tutto il centro-sud d’Italia".
Quale lo scoglio maggiore nei confronti dell’ipercolesterolemia?
"La problematica è molteplice, ma essenzialmente culturale: a differenza di ciò che accade per altre patologie, non esiste un valore fisso di riferimento di colesterolo che sia eguale per tutti. Mi spiego: certamente questi valori sono dati sui risultati di laboratorio, e rappresentano i limiti entro i quali occorrerebbe stare. Ma è un errore pensare che un determinato valore abbia lo stesso significato di rischio per una persona con diabete, con infarto pregresso o in età avanzata ed uno sano. Noi quindi valutiamo i fattori di rischio della singola persona paziente cercando di avviarla ai “suoi” valori ottimali di colesterolo. I percorsi devono essere quanto mai personalizzati".
Basta comunque un’analisi del sangue?
"Si, ma anche qui c’è il secondo grande problema culturale: una prassi ben chiarita dalla nota 13 ma poco utilizzata. I laboratori analisi, su richiesta dei medici curanti, analizzano i valori del colesterolo totale, mentre andrebbero evidenziate le sue frazioni, ovvero il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein cholesterol, cioè il colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità o colesterolo cattivo) e l’HDL (High Density Lipoprotein). Il colesterolo totale rappresenta un bilanciamento: un basso livello di colesterolo "buono" può, nel totale apparentemente normale, nascondere il colesterolo "cattivo". Il tutto inoltre va valutato insieme ai valori dei trigliceridi. Se non si hanno questi dati specifici, non si può comprendere il rischio effettivo".
Ma il colesterolo è solo un problema alimentare?
"Esistono diverse cause. C’è ad esempio l’ipercolesterolemia familiare, che ha chiaramente un’origine genetica. Ma anche in questo caso, benché non esista una “legge scritta”, la pratica clinica dimostra abbondantemente che con una dieta alimentare corretta il paziente è meno a rischio. Anche se non sempre basta".
Esistono categorie di persone specifiche che dovrebbero rivolgersi al vostro ambulatorio?
"Sicuramente tutti coloro le cui analisi del sangue dimostrano un valore di colesterolo anche lievemente alto (200 mg/dl), ma anche persone con diabete, obesità, o che hanno già avuto un infarto, o comunque in età avanzata, oltre che chi ha una familiarità in questo senso".
Le donne in menopausa: è vero che il colesterolo tende ad aumentare?
"Certamente; in questa epoca della vita femminile, tutto cambia: il metabolismo, la protezione degli estrogeni, il peso corporeo…anche le donne in menopausa dovrebbero prestare maggiore attenzione al colesterolo".
Dunque la dieta è fondamentale, ma i farmaci?
"I farmaci, come le statine, per anni sotto accusa, possono salvare la vita di molte persone, abbinati sempre ad uno stile di vita corretto. Un altro problema importante è proprio questo: far comprendere alle persone a rischio che la terapia farmacologica non solo è fondamentale, ma va assunta per sempre. Molti di loro, una volta passata la paura della diagnosi di ipercolesterolemia, tendono ad abbandonare la cura: per pigrizia, per non sentirsi malati, ma soprattutto perché si sentono bene: L’ipercolesterolemia è un killer silenzioso, proprio perché non provoca sintomi... magari la terapia farmacologica può dare qualche effetto collaterale e allora la si sospende. Tra i compiti del nostro ambulatorio, anche far comprendere l’importanza di queste terapie oltre che di un serio impegno educazionale nel cambiamento dello stile di vita: con l’ausilio di un team multidisciplinare che coinvolge cardiologo, endocrinologo, diabetologo, nefrologo, angiologo ed esperto di ipertensione".
Come accedere dunque all’ambulatorio per il colesterolo?
"L’ambulatorio per il colesterolo è operativo tutti i martedì dalle ore 10,30 alle ore 13,30. Occorre la richiesta del medico curante per una visita specialistica ed il semplice pagamento del ticket sanitario: per il primo appuntamento sarà necessario prenotare al CUP (Centro Unico di Prenotazione) del policlinico A. Gemelli al numero 06/30157000 o, più facilmente, via mail all’indirizzo di posta elettronica colesterolo@rm.unicatt.it"