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Anno VIII - Edizione 5 - maggio 2012
 

Idrostimolazione: nuove frontiere per la pluridisabilità

Mirco Fava (*)
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Quindici anni di ricerca, un team operativo di 10 professionisti, una organizzazione che ha coordinato i lavori ed ha investito notevoli capitali, oltre 60 famiglie coinvolte, tutti accomunati da una speranza: la possibilità di migliorare la qualità della vita di bambini con patologie invalidanti plurime e gravi.


Questi sono i numeri con cui è nata l’idrostimolazione. L’iniziativa, nata circa quindici anni or sono, tra una collaborazione dell’IRIFOR di Ascoli Piceno, presieduta dal Cav. Corradetti e Mirco Fava, docente di discipline sportive in acqua per disabili, ha il fine di consentire a bambini con minorazioni multiple e gravi, di svolgere attività in acqua. Fin dall’inizio i risultati sono stati sorprendenti con un recupero psico-motorio notevole e inaspettato ed il crescente numero di partecipanti ha spinto a sempre nuove ricerche ed al coinvolgimento di medici specializzati nelle patologie neonatali e nell’ortopedia pediatrica.


Il metodo si basa sul recupero del deficit esperienziale attraverso le proprietà dell’acqua. E’ ormai noto che una componente importante del deficit psico-motorio nei soggetti pluri minorati, soprattutto se con disabilità sensoriale, deriva spesso dalla carenza di esperienze motorie e sensoriali nei primi mesi di vita. Abbiamo documentato negli anni che molti movimenti, tono muscolare, coordinamento, e più in genere motricità, non sono sviluppati nei bambini, non a causa della patologia, ma proprio a causa della mancanza di "memoria del movimento". I tecnici di idrostimolazione hanno proprio il compito di produrre stimoli in modo condizionato, affinchè il bambino sia indotto a compiere esperienze motorie. Il tutto avviene in un ambiente particolarmente favorevole: l’acqua.


L’acqua è un ambiente particolarmente adatto per le molteplici proprietà, prima fra tutte quella microgravitaria. L’assenza di gravità è una condizione a cui non si è abituati e consente tutta una serie di movimenti anche in assenza di tono muscolare. Altra proprietà è quella termica. La temperatura oltre a produrre una elevata quantità di stimoli ha proprietà antalgiche, rilassanti (in caso di alte temperature) particolarmente benefica nel trattamento della spasticità. La viscosità consente, invece, di effettuare una vasta gamma di esercizi morbidi e fluidi indicati per ogni trattamento riabilitativo.


La metodologia come già detto è stata sviluppata dall’IRIFOR di Ascoli Piceno, ma è stata riconosciuta dalla sede nazionale che ha predisposto un albo professionale di Tecnici di Idrostimolazione.

Di recente è stato costituito presso la società Sea Scout di Roma un centro nazionale di formazione e un centro regionale di attività riabilitative.



(*) Responsabile servizio di idrostimolazione


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