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Anno XII - Edizione 9 - dicembre 2016
 

Trattamento riabilitativo nel neonato pretermine: le prime fondamentali cure per i piccoli prematuri

Arianna Del Vecchio, Alessia Di Polito
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Ogni anno nel mondo nascono pretermine (prima cioè delle 37 settimane di gravidanza) circa 15 milioni di bambini, di cui circa 500.000 in Europa (un bambino su dieci nasce prematuro). In altre parole, i neonati pretermine rappresentano il più ampio gruppo di pazienti pediatrici d’Europa.

Nell’ultimo decennio si è assistito ad un incremento della sopravvivenza e delle aspettative di vita di questi bambini, dovuto in larga misura alle innovative tecniche messe in campo dalle Unità di Terapia Intensiva Neonatale. Tuttavia, sebbene l'aumento della sopravvivenza di questi neonati sia un dato confortante, l'outcome dello sviluppo neuro evolutivo rimane un aspetto che richiede la massima attenzione.

Il periodo prenatale risulta essere un momento cruciale per quello che è lo sviluppo fisiologico del feto. Tale periodo è caratterizzato da una serie di eventi che inducono lo sviluppo portando, in breve tempo, all’organizzazione di un individuo del tutto maturo e autonomo, in grado di sopravvivere nel minaccioso mondo extrauterino.

In questo periodo il feto vive in un ambiente protetto, caratterizzato da: una temperatura costante; una stimolazione sonora continua del battito cardiaco materno; la peristalsi intestinale; l’aria che entra ed esce dai polmoni materni; il movimento della placenta; un contenimento tattile imposto dai confini della parete uterina; una bassa stimolazione luminosa visiva ed inoltre il complesso sistema placentare permette al bambino di ricevere tutte le sostanze nutritive, l’ossigeno e i metaboliti necessari per la sua sopravvivenza.

Al momento della nascita, invece, tutto questo viene a mancare. Il passaggio dal mondo intrauterino a quello extrauterino è difficile, perché è il passaggio da un ambiente protettivo ed accogliente ad un ambiente, per certi versi, ostile. Per questo motivo il neonato deve essere pronto, dal punto di vista fisiologico e morfologico, ad affrontare tutti quei meccanismi di adattamento necessari per vivere in autonomia in questo nuovo ambiente.

La nascita pretermine è un evento che espone precocemente il neonato ad un ambiente per il quale non ha ancora completamente acquisito e maturato le idonee competenze, pertanto questi piccoli subiscono un forte svantaggio biologico e sono sottoposti ad un maggior rischio rispetto ai bambini nati a termine. Quanto più prematuro è il parto, tanto meno sviluppati saranno gli organi del bambino e tanto maggiore sarà il rischio di complicazioni successive.

Dalla consapevolezza dell’estrema complessità dei bisogni del neonato pretermine è nato il concetto di “CARE” ovvero l’insieme delle cure e delle attenzioni che si possono offrire al neonato per ridurre al massimo gli svantaggi legati alla nascita prematura ed al prolungato ricovero in Terapia Intensiva Neonatale.

La letteratura recente dimostra che un ambiente adeguatamente organizzato, mirato alla promozione del benessere psicofisico del bambino, può migliorare la qualità della vita e le competenze neuro evolutive del neonato.

L’ambiente della Terapia Intensiva costituisce quindi una grande risorsa per i neonati pretermine, ma allo stesso tempo, essendo un reparto di emergenza, sottopone i bambini a diverse fonti di stress e/o dolore tra cui:
a) Fattori ambientali: ambiente sovraccarico di stimoli (luci, rumori, manipolazioni frequenti),
b) Intensività dell’assistenza medico-infermieristica, c) Contatto con i genitori molto limitato.

È ormai fuori dubbio che lo sviluppo e l’organizzazione del cervello siano il risultato dell’interazione tra programmi geneticamente codificati e le modificazioni ambientali; pertanto i fattori di rischio sopra menzionati possono interferire nel periodo di massima crescita e vulnerabilità cerebrale.

I risultati di numerosi studi confermano che, diminuendo il livello di stress attraverso la regolazione del macroambiente (luce, attività, rumore) e del microambiente (incubatrice), con un attento programma di cure posturali personalizzato, di modalità di "holding" in incubatrice ed il contatto del neonato con i genitori, migliora notevolmente le sue condizioni generali.

All’interno di questo contesto si inserisce la figura del Fisioterapista Pediatrico nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale, con l’obiettivo principale di fornire fin dai primissimi giorni di vita la massima assistenza nel raggiungimento della stabilità dei parametri vitali e migliorare la qualità della vita dei bambini e dei genitori durante il ricovero in ospedale.

L’intervento riabilitativo del Fisioterapista Pediatrico prevede:

  1. La creazione di un ambiente protetto filtrando gli stimoli provenienti dall’esterno come le luci ed i rumori e ricreando posture all’interno dell’incubatrice più simili a quelle mantenute all’interno dal feto all’interno dell’utero, attraverso l’utilizzo di nidi e lenzuolini avvolti intorno al bambino secondo tecniche specifiche.
  2. L’esecuzione di interventi specifici di Riabilitazione Respiratoria al fine di ridurre le difficoltà polmonari legate all’immaturità dell’apparato cardiorespiratorio di questi bambini.
  3. Eseguire facilitazioni neuromotorie in quei bambini che manifestano già conclamati segni di compromissione neurologica.
  4. La promozione del "Tocco-dolce e contatto pelle-pelle" al fine di facilitare il processo di attaccamento (Bonding) con i genitori precocemente interrotto ed ostacolato dalla nascita prematura, attraverso tecniche di Massaggio Infantile e di Marsupioterapia.
  5. Facilitare il controllo ed ilmantenimento dei ritmi biologici come la fase di sonno/veglia.
  6. La facilitazione attraverso tecniche specifiche alla promozione dell’autonomia alimentare.
  7. Riduzione dell’instaurarsi di deformità osteoarticolari in seguito alla prolungata degenza in incubatrice attraverso cambi posturali e posizioni idonee stabilite in maniera individuale per ogni bambino.
  8. Promuovere Interazioni Sensoriali e Competenze Relazionali Sociali: modulando ed incrementandole esperienze di relazione visiva ed uditiva con i genitori, facilitando il dialogo viso-viso e l’orientamento sonoro alle voci della mamma e del papà.
  9. Counselling con i genitori nella fase della dimissione con consigli pratici sull’assistenza al neonato nel ritorno a casa.

Nonostante l’estrema fragilità di questi piccoli pazienti, è sorprendente come il neonato prematuro risponda al trattamento riabilitativo, che sicuramente lo porta ad un miglior superamento del periodo di ospedalizzazione e ad un miglior sviluppo del Sistema Nervoso Centrale, binomio essenziale per una serena prospettiva di vita futura.


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