telemeditalia
Anno IX - Edizione 6 - giugno 2013
 

Pelle e melanoma: come proteggersi

Marianna Castelluccio
tag alt

Le armi vincenti contro i tumori della pelle? La prevenzione, la diagnosi precoce e una corretta esposizione al sole. Raccomandazioni che ogni anno trovano supporto nelle istituzioni e nelle campagne di prevenzione e informazione. Euromelanoma, ad esempio, Campagna di sensibilizzazione sui tumori cutanei che si avvale della collaborazione dei dermatologi europei che lavorano nel servizio pubblico e privato, promuove dal 1999 l’Euromelanoma Day, una giornata dedicata all’approfondimento sulle neoplasie della pelle, coordinata dalle Società nazionali di dermatologia di 30 Paesi europei. L’obiettivo è promuovere la prevenzione primaria e secondaria dei tumori cutanei e in particolare del melanoma.

La Campagna si svolge in genere nel mese di maggio, prima del periodo estivo. Quest’anno, però, per incrementare il livello di sensibilità al problema e coinvolgere maggiormente decisori politici e Servizio sanitario nazionale è stata prevista anche una giornata di screening diretta ai parlamentari, che sia di esempio e di sprone a una maggiore e più diffusa consapevolezza.


Se a scendere in campo sono gli onorevoli
Alla vigilia dell’arrivo dell’estate, per invitare i cittadini a non esagerare con il sole e non dimenticare la diagnosi precoce, sono scesi in campo gli onorevoli. Il 20 giugno scorso, infatti, si è svolta a Montecitorio una giornata di screening che ha visto coinvolti parlamentari di tutti gli schieramenti. I risultati saranno presentati il prossimo ottobre.
«L’iniziativa promossa dalla Camera dei Deputati in collaborazione con la rappresentante in Italia dell’Euromelanoma Group, professoressa Ketty Peris - ha dichiarato Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati - si è rivolta in particolare alle istituzioni, affinché contribuiscano ad aumentare l’attenzione della popolazione e del Servizio sanitario nazionale sul tema della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della pelle».
«Un obiettivo d’importanza strategica - secondo Ketty Peris, direttore della Clinica dermatologica dell’Università dell'Aquila - perché per combattere questo tipo di tumori è necessario individuarli quando sono ancora confinati negli strati più superficiali della pelle, all’interno dell’epidermide. In questi casi l’intervento chirurgico, che consiste nell’asportazione della neoplasia, risulta risolutivo e non rende necessarie ulteriori terapie». Ma quanti sono i tumori della pelle e qual è la loro incidenza?


14 nuovi casi ogni 100.000 abitanti
«Esistono molti tipi di tumori della pelle che, semplificando, possono essere distinti in melanomi e tumori cutanei non-melanoma (i cosiddetti non-melanoma skin cancer) - spiega Ketty Peris».
«Se non viene diagnosticato precocemente, il melanoma può essere molto aggressivo; colpisce prevalentemente la popolazione caucasica tra i 40 e i 60 anni e, secondo il Registro italiano tumori (rapporto Airtum 2009), ogni anno nel nostro Paese si registrano circa 14 nuovi casi di melanoma ogni 100.000 abitanti, con un’incidenza pressoché simile tra uomini e donne. A livello mondiale, sono circa 132.000 le persone che ogni anno sviluppano un melanoma - continua Peris».
«I tumori cutanei non-melanoma comprendono invece diversi tipi di tumori epiteliali, tra cui il carcinoma basocellulare e squamocellulare: possono essere localmente molto aggressivi ma raramente metastatizzano. Il trend temporale di questa classe di neoplasie non è facile da determinare, perché ancora non esistono specifici registri su scala nazionale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) la loro incidenza è notevolmente aumentata nelle ultime decadi: globalmente, sono intorno ai 2-3 milioni i casi ogni anno - aggiunge Peris».


Attenti alle macchie scure
«Il primo passo per lo sviluppo di un qualsiasi tipo di tumore della pelle - sottolinea Sergio Chimenti, direttore della Clinica dermatologica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata - è rappresentato dall’insorgenza di una cheratosi attinica, o solare: tale forma precancerosa è, infatti, causata da prolungate lesioni solari. È caratterizzata da un rigonfiamento secco e squamoso e di colore scuro o da lesioni piatte color della pelle sulla superficie della pelle di volto, orecchie, collo, cuoio capelluto, dorso delle mani, spalle, labbra. Una cheratosi attinica trascurata può dunque essere considerata il primo passo verso il tumore della pelle, ma oggi può essere efficacemente trattata, anche con specifiche pomate».


Nei e familiarità: i maggiori fattori di rischio
Predisposizione familiare, elevato numero di nei, pelle chiara (ovvero fototipo basso), una scorretta esposizione al sole, soprattutto in età pediatrica: sono questi i fattori di rischio dell’insorgenza dei tumori della pelle. «È stato provato - sottolinea Sergio Chimenti - che sono più suscettibili di sviluppare un melanoma coloro che hanno subito una scottatura grave nel periodo 0-12 anni. Le scottature, come dimostrano le lesioni precancerose come le cheratosi attiniche, costituiscono il fattore di rischio più determinante».
«È dunque consigliabile - continua Chimenti - usare senza parsimonia i filtri solari e non esporsi ai raggi nelle ore centrali del giorno. Per quanto riguarda il melanoma, il sole in eccesso non è l’unico fattore scatenante, in quanto può insorgere anche in zone non esposte, come la pianta del piede e l’area genitale e spesso rassomigliare a un comune neo: per questo è importante la diagnosi precoce attraverso un controllo periodico con il proprio dermatologo».


Gli errori da evitare: tra errate pratiche e infondate convinzioni
«Gli errori più frequentemente commessi durante l’esposizione al sole sono svariati - precisa Peris - primo fra tutti la continua esposizione per ore senza ri-applicare lo schermo solare, basata sull’infondata convinzione che gli schermi solari ad alta protezione possano proteggerci molto più a lungo. Vige anche l’errata convinzione che non sia possibile scottarsi nelle giornate nuvolose e se ci si trova sotto l’ombrellone o in acqua: invece i raggi solari penetrano attraverso le nuvole in quantità significativa, per cui il rischio di scottature solari è ugualmente presente in giornate nuvolose durante l’estate e/o la primavera; allo stesso modo, ripararsi all’ombra al mare o in piscina può non essere sufficiente per prevenire le scottature solari poiché i raggi UV vengono riflessi e in tali circostanze devono essere utilizzate addizionali misure protettive. Infine, un’altra pratica non salutare è quella dell’esposizione alle lampade solari».
Quali regole, dunque, da osservare per neutralizzare gli effetti nocivi del sole? «In generale, la cute dovrebbe essere abituata gradualmente ai raggi solari - sostiene Peris. Una cute abbronzata gradualmente e costantemente può sostenere le radiazioni UV fino a 10 volte meglio di una cute non abbronzata. Ognuno dovrebbe conoscere il tempo di protezione personale relativo al proprio fototipo, in altre parole per quanto tempo può esporsi al sole senza protezione, senza scottarsi».
Aggiunge Peris: «È altamente consigliabile e salutare: evitare di esporsi al sole tra le 11.00 e le 15.00; usare uno schermo solare con elevata capacità di protezione (fattore 15 per gli adulti, 30 o più per i bambini) che garantisca un’uguale efficacia nei confronti dei raggi UVA e UVB: gli schermi solari devono essere applicati mezz’ora prima dell’esposizione e ri-applicati ogni 2-3 ore; indossare indumenti protettivi, che costituiscono il miglior mezzo di protezione nei confronti delle radiazioni solari: sono da preferirsi maglie a maniche corte con tessuti a trama fitta, cappelli con visiera larga e occhiali da sole protettivi, poiché i raggi UV sono dannosi anche per gli occhi. Per i bambini esistono vestiti e costumi da bagno in grado di offrire una protezione paragonabile a quella di uno schermo solare con fattore di protezione superiore a 50».


L’arma più importante: la diagnosi precoce
«Senza dubbio l’arma vincente per individuare precocemente un tumore cutaneo è la diagnosi precoce, ossia stabilire una diagnosi quando il melanoma è ancora confinato negli strati più superficiali della pelle. La diagnosi precoce di melanoma è possibile mediante un esame clinico e dermatoscopico, effettuati da uno specialista dermatologo. Entrambi gli esami, insieme a una competenza ad hoc, sono indispensabili per una diagnosi accurata - puntualizza Peris».
« Il paziente, da parte sua, può collaborare valutando il cambiamento nel tempo del colore, della dimensione e della forma di un nevo già esistente: le mutazioni che interessano questi aspetti sono determinanti ai fini diagnostici - prosegue Peris. I parametri importanti da prendere in considerazione sono la forma asimmetrica con bordi irregolari e la diversa colorazione, variabile dal marrone chiaro, al marrone scuro, fino ad arrivare al nero, anche se possono essere presenti contemporaneamente anche il rosso, il blu e il bianco. Rispetto al melanoma, che insorge molto più frequentemente sulla pelle normale che su un nevo già esistente, è importante che il soggetto impari a controllare anche la comparsa di nuovi nevi e che, in questo caso, si rivolga tempestivamente allo specialista».


L’ABCDE dei nei
Ma di cosa dobbiamo preoccuparci quando osserviamo la nostra cute? E quando rivolgersi al dermatologo? Risponde Chimenti: «È importante rivolgersi al dermatologo nei casi in cui si osserva che un neo ha cambiato aspetto nel giro di poco tempo, dà prurito e/o è soggetto a un sanguinamento spontaneo: sono questi i segni, spesso tardivi, di evoluzione maligna».
«Esiste una regola mnemonica indicata con le prime 5 lettere dell’alfabeto (regola ABCDE) - chiarisce Chimenti - che aiuta ad autocontrollarsi e a ricordare quando rivolgersi al proprio medico. "A" sta per Asimmetria: qualsiasi forma irregolare dovrebbe essere sottoposta almeno una volta all’analisi del dermatologo. "B" indica Bordo irregolare, "C" indica Colore non uniforme, "D" indica un Diametro del neo superiore a 6 mm, "E" sta per Evoluzione: questo è un fattore determinante, poiché un’evoluzione rapida (cambiamenti del neo nel giro di qualche mese) costituisce un importante segnale di allarme».


Redazione

TELEMEDITALIA - Giornale mensile on-line Direzione, Redazione, Amministrazione: via Clemente IX,8 – 00167 Roma Tel. e Fax : 06/6279225
www.telemeditalia.it

  • Editore:
    Raffaele Bernardini
    cell. 339/2383393
  • Direttore Editoriale: Francesco Amenta
  • Direttore Responsabile:
    Raffaele Bernardini
    cell. 339/2383393
  • Redattore Capo:
    Simone Ceccarelli
  • Segreteria di Direzione: Ludmila Busunova
  • Redazioni in Milano ed in Parigi
Comitato di Direzione
Coordinamento Redazionale
  • Area Medica: Michelangelo Bartolo
  • Pagina Facebook: Antonella Ronzulli
  • Rapporti con le Istituzioni e con le Aziende:
    Raffaele Bernardini

Testata registrata presso il Trib. di Roma nr. 471/2006 del 13/12/2006 © 2009 Telemeditalia.it - All rights reserved.