Aristide Bianchi
Il più importante quotidiano nazionale, nella voluminosa edizione natalizia, tra la marea di argomenti trattati (di tutto di più, si potrebbe dire con questo slogan della Rai) ha pubblicato un lungo articolo dedicato agli ipocondriaci e, per farlo, ha scomodato i viaggi in aereo.
Ma che cos’ è l’ipocondria? Viene definita come uno stato di perenne preoccupazione per la salute fisica e psichica pur in assenza di stati di malattia o comunque non proporzionata ad essi.
La cosiddetta ipocondria minore si riferisce sostanzialmente a preoccupazioni, dubbi, idee prevalenti che un soggetto riesce a criticare, ma che spesso ricompaiono e si può rilevare in forme nevrotiche od in particolari stati emotivi.
Il bello è che per parlare di tali soggetti l’articolista del suddetto giornale abbia preso di mira gli aerei, nelle cui strutture interne viaggiano i passeggeri, e dove si annidano virus di ogni genere col rischio di contrarre infezioni e malattie. Nell’articolo in questione si snocciolano suggerimenti e consigli per limitare tale rischio, specialmente per quegli ipocondriaci che hanno il terrore delle malattie.
Va detto che è "singolare" prendersela con gli aerei in quanto il rischio di contrarre infezioni e malattie è di notevole rilievo in tutti i luoghi affollati. E quindi sono coinvolte le sale per congressi e convegni, i teatri, i cinema, gli stadi ancorché aperti, i treni, i bus, le metropolitane, insomma in tutti i siti e le strutture frequentati da molte persone.
Certamente anche gli aerei sono a rischio, ma gli ipocondriaci debbono temere di tutti quei luoghi frequentati da molte persone, dove un semplice starnuto è idoneo a spargere virus e microbi, che si propagano nell’aria e colpiscono le persone vicine a colui che ha starnutito.
Dunque gli ipocondriaci sono avvertiti, ma non se la prendano soltanto con l’aereo, bensì con tutti i siti e le strutture nei quali vengono a contatto con la gente e nei quali starnuti e tosse n libertà” sono all’ordine del giorno.