Cinzia Iannaccio
Un nuovo farmaco è stato recentemente autorizzato dall’EMA (European Medicines Agency) per combattere in modo efficace e semplice la malaria. Si tratta dell’Eurartesim®, frutto della ricerca scientifica italiana di Sigma Tau e di quella internazionale di Medicines for Malaria Venture (MMV). Un passo importante perché si tratta di una patologia ancora ben lungi dall’essere debellata: colpisce più di 250 milioni di persone ogni anno in varie parti del mondo, ma soprattutto comporta ancora circa 780.000 decessi per lo più nell’Africa Sub-Sahariana e nell’85% dei casi bambini sotto i 5 anni: uno ogni 45 secondi muore a causa della malaria.
Il nuovo medicinale rientra nel gruppo delle ACT (Artemisinin-based Combination Therapy), riconosciute dalle linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come trattamento di prima scelta per la cura della malaria da Plasmodium falciparum, ovvero uno dei parassiti malarici più aggressivi e mortali, trasmessi dalla puntura di una zanzara anofele infetta. Eurartesim infatti combina in un’unica compressa due principi attivi: la diidroartemisinina e la piperachina. La prima è un derivato dell’artemisina (estratta dall’Artemisia Annua un’erba utilizzata dalla medicina tradizionale cinese per combattere le febbri), ampliamente efficace nell’eliminare con rapidità i parassiti malarici dal sangue, ma che altrettanto velocemente viene rimossa dall’organismo. La seconda sostanza invece , la piperachina è caratterizzata da una lunga permanenza in circolo, fino anche a sessanta giorni ed è dunque in grado di evitare pericolose reinfezioni, solitamente mortali.
E’ questa una delle particolarità del nuovo farmaco rispetto agli altri già in uso appartenenti al gruppo delle ACT, a cui se ne aggiunge un’altra egualmente importante: la semplicità della somministrazione. Gli studi clinici infatti hanno dimostrato l’alta efficacia, pari ad oltre il 95% delle guarigioni ed una decisa riduzione delle nuove infezioni, con un’unica dose (una compressa) per tre giorni consecutivi. Il tutto sia in adulti che nei bambini, anche molto piccoli (con età pari o superiori ai 6 mesi). La compressa, per i più piccini che hanno difficoltà di deglutizione, può anche essere sciolta in pochissima acqua, ma per la fine del 2012 è previsto anche lo sviluppo di una formulazione pediatrica.
Farmaci innovativi come questo possono far ben sperare ad una possibilità di eradicazione totale della malaria che, a differenza di quanto si creda, non è una malattia esotica o lontana dal mondo ricco ed occidentale: è una delle principali emergenze sanitarie a livello mondiale, la seconda malattia infettiva più diffusa dopo la tubercolosi, con quasi la metà della popolazione globale a rischio di contrarla. Questo a causa dei cambiamenti climatici che hanno aumentato le aree di circolazione e diffusione delle zanzare vettori dei parassiti malarici, ma anche della maggiore facilità di viaggi nei paesi in cui la malattia è endemica: Africa, ma anche Sud-Est Asiatico ed Isole dell’Oceano Indiano oltre che quelle del Pacifico e l’America centrale (soprattutto nella vasta area amazzonica). L’Europa occidentale è invece la zona geografica con il maggior numero di casi di malaria definita di “importazione”, ovvero di immigrati o turisti che hanno contratto la malattia nei Paesi endemici e se la sono portata dietro. Le Nazioni più colpite: la Francia, il Regno Unito, la Germania e l’Italia, per un totale di segnalazioni annuali all’interno dell’Unione Europea di circa 12 mila casi.
La profilassi è possibile e raccomandata anche dalle linee guida contro la malaria stilate dall’OMS: è opportuno in caso di viaggi nelle zone a rischio, rivolgersi sempre a strutture sanitarie competenti per farsi suggerire la giusta terapia farmacologica preventiva, di profilassi, ma anche quella da portarsi in valigia per il "trattamento di prima emergenza" in caso di infezione. Non sempre è infatti facile reperire in queste zone medicinali in modo rapido e sicuro. I farmaci in questione non sono esenti da effetti collaterali, ma va sempre valutata la loro assunzione in base al rapporto rischio/ beneficio. Per il resto occorre attrezzarsi con normali e semplici azioni protettive come l’uso di zanzariere, di repellenti cutanei ed ambientali contro gli insetti, abiti adeguati e la frequentazione di luoghi quanto più possibile sani e dotati di aria condizionata: piccole accortezze che riducono anche di 10 volte il rischio di contrarre la malaria, semplici regole di igiene e prevenzione quotidiana impossibili da praticare per la popolazione povera delle aree endemiche della malaria.