Il Parlamento è andato in ferie. Per i deputati dureranno fino al 7 settembre, per i senatori fino al 14 settembre.
La notizia più rilevante della “Sanità in Parlamento” è stata l’audizione svolta alla Commissione Affari Sociali della Camera dal vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Giuseppe Vegas, il 22 luglio scorso, dalle ore 13,05 alle 14,45, sui nuovi livelli essenziali di assistenza. Ne abbiamo già parlato sulla edizione di luglio del nostro giornale, dando notizia di una risposta del ministro della Salute, Fazio, all’on. Casini in una sessione di question-time. In sostanza, il ministro aveva precisato che fin dal mese di febbraio 2010 il provvedimento sui nuovi Lea si trova all’esame del ministero dell’Economia e delle Finanze per il “parere tecnico” e l’on. Casini aveva invitato il ministro a darsi da fare per ottenere sollecitamente tale parere.
Ma le cose non stanno realmente in tal modo. Lo ha precisato, nel corso della citata audizione, l’on. Vegas, per la verità con un linguaggio in “politichese tecnico-economico”, che non sappiamo come sia stato esattamente capito e recepito dai parlamentari della Commissione. Sicuramente non è un testo che possa essere capito dai normali cittadini. E quindi sui Lea graveranno ancora incertezze e perplessità di ogni genere, condensate nel fatto che i soldi non sembrano essere sufficienti per “coprire” le nuove prestazioni, non si possono fare previsioni in materia e quindi lo schema di decreto sui nuovi Lea è destinato, per il momento, a rimanere in “lista di attesa”. Questo, “in parole povere”, quanto è emerso dalla relazione di Vegas.
Me ne illustriamo più compiutamente gli aspetti. In premessa il vice ministro ha voluto precisare, per gli “smemorati”..., che le prestazioni incluse nei Lea sono attualmente ancora regolate dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) del 29 novembre 2001. Nella scorsa legislatura, con un decreto dell’allora presidente del Consiglio, Romano Prodi, si procedette ad una riformulazione dei Lea, ma il decreto venne “bocciato” per mancanza di copertura finanziaria e per motivi contabili dalla Corte dei Conti. E quindi il decreto venne ritirato dall’attuale governo.
Si è provveduto ad una revisione del testo precedente con modifiche significative delle prestazioni e con la eliminazione di quelle superate e, di fatto, non più efficaci od inappropriate. Attualmente - ha precisato Vegas - il nuovo schema di decreto sui Lea è “oggetto di osservazioni da parte dei competenti organi del ministero dell’Economia e delle Finanze, primo tra i quali la Ragioneria Generale”. Un esame complesso, che deve tener conto dell’impatto economico delle nuove prestazioni, che non è quantificabile a priori e che riguarda la globalità del provvedimento, non riferita quindi alle singole prestazioni.
L’innovazione relativa ai Lea riguarda, in particolare, l’eliminazione di prestazioni obsolete, previste nel precedente decreto del 2001, principalmente in materia di assistenza specialistica ambulatoriale, di elenchi di DRG (diagnosis related group) a rischio di inappropriatezza, l’introduzione di innovazioni tecnologiche ritenute appropriate in termini di prestazioni o modalità assistenziali nuove o diverse rispetto a quanto previsto nel precedente decreto in materia di specialistica ambulatoriale protesica, prevenzione e assistenza integrativa, riordinamento ed integrazione di alcuni sub-livelli già previsti nel decreto del 2001.
“L’aggiornamento dei Lea - ha affermato Vegas - esplicita e codifica l’estensione della risposta assistenziale del servizio sanitario per i cittadini alle innovazioni tecnologiche, già introdotte nella pratica clinica corrente e valutate dalla Commissione sui Lea come rispondenti a criteri di ammissibilità”.
Gli effetti economico-finanziari complessivi su base annua, derivanti dalla modifica dei Lea, sono valutabili nell’ordine di 747 milioni di euro.
La conclusione è stata la seguente: il decreto di modifica dei Lea è attualmente sottoposto all’attenta valutazione del ministero dell’Economia e delle Finanze “perché occorre attendere - ha precisato il vice ministro - l’attuazione del decreto in materia di determinazione delle tariffe e di quello relativo all’attività di controllo e valutare complessivamente la congruità della quantificazione del maggior onere, perché la cifra di 800 milioni di euro è disponibile, ma da un punto di vista tecnico il fabbisogno potrebbe superare la cifra disponibile in quanto esiste un certo livello di incertezza sui nuovi Lea”. Ne deriva che l’applicazione dei nuovi livelli deve tener conto del quadro finanziario complessivo. Si tratta - ha detto Vegas - di una verifica faticosa, ma indispensabile per evitare che una applicazione immediata dei nuovi Lea possa portare ad un incrinamento del quadro finanziario. Pertanto - ha concluso Vegas - si sta procedendo “con i piedi di piombo (sic!)” in questa materia.
Insomma i malati possono aspettare, in attesa che ministero della Salute, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, possa decidere su un eventuale limitato “stralcio” di alcune prestazioni da applicare in attesa del nuovo decreto (r.b.)