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Anno VIII - Edizione 1 - gennaio 2012
 

Nanotecnologie e domotica, si prepara l’”invasione” nei reparti ospedalieri


Le nanoparticelle saranno sparse ovunque negli ospedali, dalla sala d’aspetto al reparto fino alla sala operatoria. Infatti le nanotecnologie entreranno nelle strutture sanitarie non più solo dal punto di vista delle cure mediche avanzate, ma anche dal punto di vista edilizio. I prodotti che si stanno sviluppando hanno molteplici possibilità di applicazione nelle strutture edilizie e in particolare in quelle per la salute: involucri, filtri di impianti di aerazione, pavimenti interni o esterni, elementi di arredo. Grazie alle nanoparticelle questi elementi avranno capacità anti-inquinanti, cioè saranno “mangiatori di smog”, antibatteriche e autopulenti. I materiali fotocatalitici nella pavimentazione esterna degli ospedali possono diventare coautori della fase di prevenzione delle strutture per la salute: eliminare emissioni nocive per fare in modo che tutti i cittadini respirino aria più pulita.

“Al fianco delle nanotecnologie sta arrivando anche la domotica, per rendere tutti gli ambienti a misura di paziente, anche dei non autosufficienti, e ridurre gli sprechi, ad esempio energetici. A oggi la prospettiva della domotica in ospedale sta conoscendo i suoi primi passi e trova strada aperta soprattutto nei luoghi di cura con finalità riabilitativa o in quelli che ospitano pazienti diversamente abili”.

È quanto hanno riferito Pier Luigi Maffei, Ordinario di Architettura tecnica, del Dipartimento di ingegneria civile dell’Università di Pisa, Elisa Massano, dottorando di ricerca in Scienze e Tecniche dell’ingegneria civile, nello stesso ateneo, e Massimo Calamai, dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, in occasione della V Conferenza europea dell’Ospedale.
 
Al momento la ricerca scientifica su domotica e nanotecnologie è in stato avanzato ed è iniziata una significativa fase collaborativa con l’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, struttura aperta a continue innovazioni. Applicazioni possibili sono in ordine all’aumento del grado di fruibilità degli ambienti e a creare occasioni ludiche e formative anche in rapporto alla gestione dell’energia con apporto di tecnologie innovative studiate con l’ufficio tecnico dell’Ospedale Meyer, volte essenzialmente al bambino, al fine di guidarlo verso una gestione intelligente dell’energia, favorendo così occasioni di distrazione.  

Applicazioni di nanotecnologia nel mondo edilizio vanno dagli interventi di restauro e ristrutturazione a quelli di nuova realizzazione. Esempi di notevole importanza in Italia sono quelli della Reggia Venaria a Torino, dove per il progetto di restauro - Nanomat (Nanotecnologie applicate ai rivestimenti innovativi - funzionali e decorativi - e ai materiali compositi polimerici e magnetici) sono stati utilizzati sorgenti laser dedicate  al trattamento e alla pulizia delle superfici per rimuovere, anche parzialmente, gli effetti di degrado dovuto all'invecchiamento dei materiali e alla contaminazione degli agenti esterni. Tra le applicazioni in nuove opere, da segnalare la Chiesa Dives Misericordia in Roma, che ha l’involucro delle vele con presenza di particelle di fotocatalizzatori, atte ad assicurare che la superficie di cemento, sotto l’effetto della luce, si autopulisca eliminando depositi organici.  
Alcuni prodotti quali i vetri autopulenti, le pavimentazioni esterne anti-inquinanti e quelle interne antibatteriche stanno lentamente approdando tra le scelte di edifici a uso collettivo per il trasporto, uffici etc. Un esempio significativo è dato dalla stazione St. Pancras a Londra, dove la copertura di vetro è stata ristrutturata con vetri autopulenti, atti ad assicurare una semplificata manutenzione programmata, nel tempo, oltre a un’ottima vista a cielo aperto.

In campo ospedaliero soluzioni che si avvalgano delle nanotecnologie sono ancora poco praticate; se ne conoscono esempi nei campi di pitture, rivestimenti e involucri, ma per ora solo in Giappone e Stati Uniti.

La domotica può a sua volta innovare in vario modo l’architettura ospedaliera e la fruibilità dei luoghi di cura: sensori domotici per calibrare la luce, per accenderla o spegnerla a seconda della presenza delle persone, per azionare sistemi di climatizzazione a seguito del rilevamento delle esigenze mutevoli nell’anno e nel giorno, per chiudere o aprire una tenda contro irraggiamento e surriscaldamento di alcune zone sono soluzioni auspicabili in grado di dare un grande apporto, specialmente nei casi in cui le persone non siano autosufficienti. A livello riabilitativo l’utente ha una interfaccia personale, che gli permette di agire con gli infermieri, di compiere azioni quali l’apertura di una finestra con una lieve pressione di un dito o con un comando vocale.

Tali accorgimenti (introduzione di domotica o di sistemi fotocatalitici
che riducano la manutenzione) permettono maggiori vantaggi in un ospedale
a livello di costi nel tempo, aspetto non trascurabile visto che i costi di gestione di un nosocomio dopo tre anni raggiungono all'incirca le cifre della realizzazione (incidenza notevole è data dal conto energetico, dato il funzionamento richiesto 24 ore su 24 per 365 giorni).

Al momento è la voce costo che frena la diffusione di queste innovazioni in ospedale. “Ma riteniamo – hanno concluso gli esperti – che il costo di produzione inizialmente sostenuto per l’applicazione di tali sistemi sarà ripagato nel tempo con minori costi gestionali–manutentivi”


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