Raffaele Bernardini
Di recente il Corriere della Sera ha promosso una serie di incontri sul tema della salute “tra responsabilità e ideologie”. L’ultimo di tali incontri è stato dedicato all’Omeopatia ed alla Medicina tradizionale con un confronto diretto, moderato da Luigi Ripamonti, giornalista medico-scientifico, tra Christian Boiron, presidente di Laboratoires Boiron, azienda leader nel mondo per i prodotti omeopatici, e Silvio Garattini, direttore scientifico dell’Istituto Mario Negri.

Il tema era “problematico” e forse superato per il fatto che a livello mondiale si va ormai affermando il concetto di una integrazione tra la Medicina tradizionale o convenzionale e la Medicina non convenzionale, una integrazione che fa anche capo alla libertà di scelta del paziente nelle cure finalizzate alla tutela della salute. Del resto e come è noto degli aspetti delle terapie non convenzionali se ne occupano l’Organizzazione mondiale della sanità e la Commissione Europea, mentre i singoli Stati, tra questi l’Italia, stanno prendendo in seria considerazione la necessità di regolare adeguatamente gli aspetti e le attività della MNC.
L’incipit del confronto tra i due citati protagonisti è stato garbatamente ironico, in quanto Garattini ha precisato che l’unica cosa che lo lega a Boiron è il fatto di possedere una casa nella stessa località della Francia, mentre Boiron ha detto di essere rimasto “colpito dallo scetticismo di Garattini ogni volta che parla di omeopatia.”
Le domande formulate sono state cinque e la prima riguardava il fatto se la Medicina omeopatica ha la stessa efficacia di quella tradizionale (una domanda inappropriata, a nostro avviso, in quanto sono diverse le impostazioni clinico-terapeutiche dell’una e dell’altra, n.d.r).
Ma le risposte sono state date: Christian Boiron ha precisato che l’omeopatia è una scienza antica praticata in 50 Paesi del mondo, nei quali alcuni rimedi della Medicina tradizionale sono falliti o falliscono, mentre l’omeopatia riesce a dare valide risposte. Garattini ha detto, invece, che i preparati omeopatici sono usati per patologie lievi, che col passare dei giorni guarirebbero pure spontaneamente (anche questa affermazione è contraddetta dal fatto che certi rimedi omeopatici vengono addirittura usati anche in malattie oncologiche e che le sperimentazioni stanno producendo buoni risultati, n.d.r.)
In materia di principi attivi, il presidente Boiron ha precisato che “la diagnosi in omeopatia consiste nell’individuare il preparato giusto per ogni paziente, con una scelta oculata da parte del medico omeopata. La scelta del farmaco dipende anche dalla reazione individuale, anche mentale, alla malattia da parte del paziente. La tesi di Garattini è che “senza principi attivi” i preparati omeopatici non hanno efficacia terapeutica, Ma Boiron ha precisato che nei farmaci omeopatici il principio attivo è costituito da una quantità di molecole ottenute per diluizioni successive in acqua e che lo stesso Premio Nobel, Luc Montagnier, sostiene che le molecole hanno la capacità di mantenere inalterate le proprie capacità biologiche, anche se fortemente diluite in acqua.
Sugli effetti collaterali dei medicinali omeopatici, Christian Boiron ha affermato che “la Medicina omeopatica, grazie all’alta diluizione, non ha alcun effetto collaterale o indesiderato sui pazienti ai quali vengono prescritti e sono sicuri anche per bambini e per le donne in stato di gravidanza. Anche per questo - ha detto - l’omeopatia si pone come una valida alternativa alla Medicina tradizionale, “che ogni anno provoca vittime per gravi effetti collaterali di farmaci chimici”. Garattini ha invece superficialmente detto che la “controindicazione alle medicine omeopatiche riguarda la loro inefficacia e, rovesciando la prospettiva, è lo stesso motivo per cui i medicinali omeopatici non sono ritenuti dannosi”.
Sulla commercializzazione dei farmaci omeopatici, Boiron ha affermato che in Italia li prescrivono circa 25 mila medici e che detti farmaci, prodotti da Laboratoires Boiron, dal 1995 ottengono l’autorizzazione al commercio sulla base della loro registrazione. Detti farmaci si trovano pertanto in moltissime farmacie a costi piuttosto bassi. L’Italia è comunque in materia di tali farmaci il terzo Paese europeo dopo Francia e Germania. Garattini ha replicato, dicendo che in molti Paesi europei i preparati omeopatici, non essendo ritenuti medicinali, non possono contenere indicazioni terapeutiche (una affermazione questa del tutto generica e superficiale, quando si pensi al vasto uso di detti medicinali e la conseguente esigenza che nelle loro confezioni, proprio come avviene in altri Paesi, vi possano essere indicazioni sul dosaggio e sulla terapia, n.d.r.)
Infine, in chiusura del confronto, Christian Boiron ha detto che non ama definire, né tantomeno che sia uno status-symbol, quella che è invece una “presa di coscienza”. Il paziente-tipo che usa prodotti omeopatici - ha aggiunto - ha una cultura medio-alta, ma chi si rivolge molto all’omeopatia sono le donne, soprattutto le mamme che, dopo aver provato a curare il proprio figlio con metodi tradizionali, risolvono le frequenti rinofaringiti dei bambini con l’impiego di granuli di farmaci omeopatici, che sono privi di tossicità e non contengono additivi.